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Il laboratorio del benessere

Il laboratorio

Rispetto della terra

Nelle colline dell'Alta Toscana, è immerso il nostro laboratorio.
A contatto stretto e quotidiano con madrenatura, al fine di osservare, formulare e studiare il suo operato, con lo scopo ultimo di mantenere ed affinare l'arte Spagyrica.

Costruito all'interno di un antico casolare agricolo del 1400, il laboratorio Astrum si prefigge di produrre rimedi Spagyrici in modo assolutamente artigianale rispettando i tempi e tutte le antiche lavorazioni dei testi dei Filosofi. I macchinari utilizzati sono ridotti al minimo, usati prettamente per l'immagazzinamento e il confezionamento dei rimedi. Le lavorazioni, come Arte insegna, sono ancora effettuate a mano, secondo gli antichi insegnamenti, usando palloni e provette, mortai e alti forni, al fine di rispettare la materia prima e le Antiche conoscenze.

Astrum crede nella capacità umana, nella forza manuale nel produrre rimedinaturali efficaci e vivi, in netta contrapposizione con il mondo attuale che invece qualifica le macchine come sostituti attivi nelle produzioni.

Metodo Zimpel

Il metodo

Tutti i prodotti Astrum sono ottenuti da un antichissimo procedimento, il metodo Zimpel.
Ad oggi l'azienda Astrum è l'unica in Italia ad avere avuto l'autorizzazione ministeriale ed il riconoscimento di lavorazione "metodo zimpel".

Questo procedimento consiste nel prendere la pianta, lavorarla ed ottenere tutte le sue proprietà benefiche.

La maggior parte dei nostri prodotti ha come ingrediente una percentuale di alcol al 10%. Questa scelta deriva dalla necessità di conservare il prodotto e renderlo sicuro.
Potevamo fare una scelta commerciale utilizzando conservanti chimici come glicerinati, acido ascorbico, acido lattico, sorbato di potassio ecc, ma abbiamo scelto di rimanere naturali al 100% utilizzando come stabilizzante soltanto l’alcol derivato dal processo di fermentazione del prodotto stesso.

Tutti i nostri prodotti sono derivati dal processo di lavorazione spagyrico metodo “zimpel” e sono naturali al 100%. Questa caratteristica la ritroviamo una volta assaporato, infatti sono caratterizzati da un colore specifico in relazione della pianta utilizzata. Il sapore ha caratteristiche uniche rispetto ad altri prodotti, in quanto si percepira’ immediatamente un sapore acidulo relativo al ph acido e subito dopo, un gradevole retrogusto naturale specifico della pianta utlizzata edei sali ottenuti.
Non utilizziamo nessun aroma aggiunto.

Tutti i nostri prodotti hanno un processo di lavorazione ancora artigianale. Gli ingredienti utilizzati sono selezionati ed acquistati da fornitori certificati. Una caratteristica importante dei nostri prodotti e’ l’acqua utilizzata per la produzione. Essendo lo stabilimento immerso nelle colline toscane, abbiamo la fortuna di avere un’acqua di montagna di eccezionali qualita’.

I riferimenti ai colori sulle schede dei prodotti, sono puramente indicativi in quanto possono variare da lotto a lotto, secondo la raccolta e il tempo balsamico.

Il laboratorio

Il metodo Zimpel

Astrum propone rimedi 100% naturali come macerati Spagyrici usando la metodica Zimpel. Questa metodologia, risalente a due secoli fa, è similare alle ricerche fatte al contempo da Theodore Krauss e, non meno importante, il Conte Cesare Mattei, il quale a sua volta si ispirò moltissimo allo stesso Paracelso e alla sua legge del simile.

1° PREPARAZIONE DEL MATERIALE
Le piante fresche o secche sono pulite, liberate dalle parti più dure perché queste parti hanno bisogno di un’ulteriore lavorazione ovvero devono essere sminuzzate nella grandezza necessaria alla lavorazione ( I misti ). I misti contengono gli elementi formativi della materia: Elementi in acto che si dicono Formaliter, ma con le qualità mischiate, secondo l’esigenza del misto, varie e confuse. E’ una sostanza apparecchiata all’abitatore destinatogli. Primi corpi mischiati e confusi. Solo l’arte chimica può aprire i Chiostri Elementari e trar fuori le essenze purificate dal basso luogo, dove giacevano come sepolte.
2° FERMENTAZIONE

Il materiale in precedenza sminuzzato è sistemato in contenitori appositi con la giusta quantità di acqua e di enzimi e lasciato fermentare ad una temperatura di 20-25°. Durante questo Periodo di fermentazione il contenuto viene ogni tanto mosso e mescolato per controllare quando è terminata la fermentazione. Con questo procedimento sono decomposti o eliminati gli idrati di carbonio sotto forma di alcool (Merkur). Operazione che apre il corpo dei misti nei tre suoi principali composti ( sal sulphur merkur). Questa operazione ha la facoltà di separare le parti eterogenee e di unire le omogenee, non è altro se non una separazione che fa la natura delle materie. L’effetto della fermentazione è una ebollizione e movimento degli spiriti interni del misto. Questa serve non solo ai medicamenti ma anche ad alcuni cibi: si fermenta il pane crudo affinché acquisti la soavità del sapore e la digeribilità; allo stesso modo si fermenta il vino affinché si separino le fecce e si risolvano gli spiriti. La Spagyria
utilizza questa fase per eliminare alcune parti meno utili, ovvero per separarle . Per mezzo di questa operazione, si risolve gran parte dello spirito acido e fa si che si rendano separabili gli spiriti dei misti. La fermentazione è la chiave di volta del sistema Zimpel, che a sua volta lo ha mutuato da alcuni filosofi spagyrici del 15° e 16° secolo quali: Glauberus, Bernardo il Trevigiano, Basilio Valentino, Dorn e Paracelso. Tale operazione, ha il compito di “aprire” la materia in modo tale da farne uscire la natura nascosta, quella in altre parole, capace di essere portatrice di salute e di benessere.

Con la fermentazione si indebolisce la materia e si rinforza l’energia, poiché il messaggio della spagyria è esclusivamente energetico. Tale affermazione si rivolge chiaramente alle tre energie nascoste in ogni vegetabile; il processo di purificazione, vero filo conduttore di tutta l’opera spagyrica, può avvenire solo dopo che la materia ha subito la fermentazione. Tutte le successive manipolazioni, sarebbero del tutto vane e soprattutto, tempo sprecato, se l’operatore non mettesse in pratica ciò che Cristo ha detto del chicco di grano. In altri termini, non vi è trasmutazione di materia in energia, se non vi è stata a monte l’opera di conversione che solo e solamente la fermentazione può dare.

3° DISTILLAZIONE
Il contenuto viene versato in un apparecchiatura di distillazione. Nel distillato sono contenute le sostanze volatili, soprattutto olii essenziali ed una piccola percentuale di alcool derivato dalla fermentazione e dalla trasformazione delle parti zuccherine e degli amidi della pianta. Nel distillato non rimangono ne alcaloidi, ne lieviti, ne glucosio, ne tannino, ne terpeni; Passano solo le parti utili. (Sulphur - Merkur) N.B. Questo procedimento produce una percentuale molto piccola di alcool, molto meno di una tintura madre che si usa in omeopatia e molto meno di un comune estratto alcolico usato in erboristeria. Si pensi che 20 gocce di un’essenza spagyrica Astrum, prese per un totale quotidiano di 3 volte al di, danno la stessa quantità di alcool che può generare una mela col processo digestivo. E il modo di estrarre i colori dei materiali i quali colori estratti, sono dagli alchimisti chiamati tinture e sono la separazione della sostanza che contiene questo colore, non potendo quest’arte separare una qualità senza il suo soggetto e materia. Altrimenti parlando, si può dire che estrarre sia unire l’essenza separandone le parti inutili e pesanti. In questa operazione si osserva l’elevazione delle parti umide in vapore sottile, elevato, mediante il calore, riducendosi in forma d’acqua nella concavità superiore e poi cadendo a goccia a goccia nella parte inferiore. N. B. Dire principi attivi o olii essenziali è molto riduttivo, perché nella materia dei misti esiste l’insieme e come possiamo intenderlo oggi: il fitocomplesso che rende attivo l’insieme dei principi conosciuti. Quando si parla di olii essenziali, si parla di olii di varia natura perché ogni corpo elementare è per natura e per essenza diverso dagli altri elementi. Questa differenza si riscontra nella diversità dei loro principi e nella natura della loro attività; gli olii hanno natura aerea e solo queste operazioni spagyriche possono tirarli fuori dai misti dove giacevano, come sepolti.
4° INCENERIMENTO
Dopo la distillazione, il contenuto restante è disidratato e incenerito in un inceneritore a 400°. La cenere è ora priva di tutte le sostanze organiche. Contiene i Sali inorganici, minerali preziosi e microelementi. A questa operazione si arriva per ridurre in polvere la materia per mezzo del fuoco che togliendo l’umidità trasforma e purifica ulteriormente la materia. L’umidità può essere: accidentale o essenziale. Se il fuoco le toglie entrambe, allora si chiama incenerazione, ma se ne toglie una sola allora si dice calcinazione. Nell’arte spagyrica si calcina in quattro modi. Fumigazione, amalgamazione, precipitazione, stratificazione secondo ciò che si vuole ottenere (SAL).
5° FUSIONE

Il distillato viene aggiunto alla cenere, a sua volta lavata e lisciviata, lasciato qualche giorno in contenitori appositi mescolato più volte, quindi filtrato. Con questa operazione si sono rese fisse le pari volatili e volatili le parti fisse, ora purificate possono essere fuse assieme per formare “l’arcano”. (Sal- Sulphur- Merkur ) ovvero la medicina trina.

6° FILTRAZIONE

Il filtrato è il prodotto finito: “ La tintura spagyrica secondo Zimpel”.


Una tintura Spagyrica così ottenuta è chiara, quasi giallina ed ha un profumo sempre molto intenso ed aromatico. Il filtrare può essere definito una distillazione per filtro. Il suo effetto è quello di separare le parti chiare da residui di fecce discendendo la tintura dal filtro, fatto ad imbuto, per forza di
gravità a gocce nel recipiente. Questa operazione si può fare tra due storte di vetro, mettendone una in un posto più alto dell’altro e poi sistemando il filtro nella bocca di una in modo che penda dentro la storta vuota, tenendo l’accortezza di chiudere bene le giunture, affinché non esalino le parti volatili.
E’ importante che il filtro sia composto di quattro o più fogli di carta questa è detta comunemente carta dei Gesuiti.

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